Un inverno inesistente, un autunno infinito. Pioggia, dal 20 dicembre non si azzeccano tre giornate di sole consecutive. Ma nemmeno una gelata, in fondo. A memoria, non mia ma di chi ne ha piu di me, non s’è mai visto un gennaio cosi.
E febbraio non ha voluto essere da meno.
Risultato: una stagione invernale, sul settore pesca ma non solo, disastrosa. Totanare ed esche da sciabola rimaste mestamente nelle borse, la barca a combattere inutilmente contro libeccio e scirocco abbandonata al pontile, in un rodeo meccanico di ferraglia che ha lasciato il segno. Fino all’inevitabile ricovero, al solito rimessaggio del buon Felice, per rimettersi un pò in forma. Tanto di uscire non se ne parla.
Il momento più deprimente, per chi si nutre di sale.
Ma…
In fondo, il momento del rimessaggio è lo scollinamento, oltre al quale, di norma, si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Febbraio inoltrato il sole, quel poco che c’è, che comincia a scaldare. Il caldo, ma quello non se n’è mai andato, di fatto, che comincia a far capolino nelle ore centrali. L’aria di primavera (e la sua allergia, a traino). Ma soprattutto…l’odore di antivegetativa e di lucido per gli acciai, i cavi elettrici nel bagagliaio della macchina, in compagnia delle immancabili cassette degli attrezzi piu disparati, per installare gli optional piu stravaganti. Un pò di ore rubate, di sera, ad altre amenità, da trascorrere tra vernici e carte vetrate, tra CRC e antiruggine, col portafogli che sospira…perchè sa che inevitabilmente toccherà anche a lui.
E infine…dopo tanto patimento, il nostro “braccio armato”, la nostra valvola di sfogo che prende il volo. Sollevata leggera da una gru, che la riporta nel suo mondo.
Per nuove avventure, da vivere insieme!
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